La memoria è resistenza
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Ho cambiato il template, riorganizzato i link e aggiunto quello all'istituto per la storia della Resistenza a Bologna. Leggete lì, perchè qua c'è poco.
è passata la festa. vogliono gabbare i partigiani.
Posso sciogliere la riserva su quanto ho accennato qualche giorno fa. Domenica 17 aprile, a Savigno (BO), si terrà un concerto in favore dell'ANPI. Gli artisti in scaletta saranno i Segatura a Budrio (rock band che non conosco ma di cui mi hanno parlato bene), i Drunk Butchers (irish folk, stile Pogues), Gianfranco Tarsitano (vi ho già parlato di lui: chitarrista e cantautore, insieme abbiamo scritto le canzoni per il cd "Il Reno brontola") e il Parto delle Nuvole Pesanti, che presenteranno il loro nuovo lavoro. La manifestazione vuole da un lato rientrare nelle celebrazioni per il sessantennale della Liberazione, dall'altro vuole servire da sensibilizzazione e da raccolta di fondi a causa dello scandaloso taglio dei fondi all'ANPI da parte di un governo che vuole dare le pensioni di guerra agli ex repubblichini. Sarà un occasione per tutti coloro che abitano tra Bologna e Modena per mettere insieme buona musica ed impegno civile.
Uno degli ex partigiani con cui ho chiacchierato alla manifestazione di Calderino era a Montefiorino con Bolero. Poi, tornato a Bologna, non lo ha seguito nella 63a. "A Montefiorino eravamo in montagna", mi ha detto, "potevi fare la guerriglia. Da noi sono colline, non ci puoi riuscire. E infatti è finita come è finita".
Già.
Mea culpa: dedico troppo poco tempo a questo blog (anche perchè ho poco tempo per occuparmi, negli ultimi tempi, della storia della Resistenza). Capita così che leggo solo ora il commento di Lorenzo di Bazzano. Lo ringrazio per i complimenti (immeritati); per quanto riguarda il cd, proprio vicino a Bazzano si terrà nelle prossime settimane una manifestazione in cui alcune copie verranno vendute. Darò maggiori particolari tra qualche giorno, quando la cosa sarà ufficializzata.
Ieri sera, inaspettata testimonianza della Gianna sulla strage di Casteldebole. Dice che (lei era bambina) li costrinsero ad andare a vedere i partigiani impiccati con il filo di ferro. E che ricorda i discorsi degli adulti che accusavano i partigiani di non preoccuparsi di proteggere i civili dalle ritorsioni tedesche alle loro azioni. In particolare, dice che la strage di civili e l'incendio del borgo fu dovuta alla rappresaglia per l'uccisione di un tedesco (durante la battaglia, suppongo).
Ho ricevuto una copia di un DVD multimediale realizzato dagli studenti di due istituti superiori di Casalecchio di Reno (do you remember Salvemini?) con la collaborazione dell'ANPI, contenente la storia della Resistenza nel circondario, con ovvia attenzione per la 63a brigata, e varie videointerviste a ex partigiani e testimoni oculari. A una prima occhiata sembra molto ben fatto. Quando l'avrò visto meglio scriverò qualcosa di più.
Non scrivo qui da mesi. Nel frattempo, "Bolero" (la canzone dei Tangram) è stata riarrangiata da Gianfranco Tarsitano e registrata rocambolescamente con la partecipazione amichevole di Marco, Jack e Anna. Il risultato è su "Il Reno brontola", Cd realizzato dal circolo ANPI della Barca e fortemente voluto dall'ex comandante partigiano Mario Anderlini.Su Bolero e sulla 63a brigata è in corso una mostra all'interno del municipio di Calderino. Sono stato all'inaugurazione, e ho avuto il piacere di chiacchierare con alcuni ex partigiani.
Finalmente un po' di tempo per scrivere con calma. E scriviamo di Corrado Masetti, nato a Zola Predosa, vicino a Bologna, nel 1915. Figlio di un calzolaio, calzolaio pure lui. A vent'anni parte militare: la Patria lo manda in Spagna ad aiutare Franco. Pare che ne sia entusiasta ("a vent'anni si è stupidi davvero", dice il poeta), ma non ne siamo certi: Corrado Masetti non ha mai scritto le sue memorie. Qualche anno più tardi è di nuovo in divisa, in Jugoslavia: ma rimane ferito e torna a casa. Ma le ferite più gravi sono dentro. Non crede più in chi lo ha mandato a uccidere e ad opprimere in giro per l'Europa. L'8 settembre 1943 Corrado Masetti è operaio alla Ducati. E' in prima fila per organizzare gli scioperi del primo marzo 1944. Le SS entrano in fabbrica con le armi in pugno per costringere gli operai a continuare la produzione. Masetti è ricercato: decide di rifugiarsi a Montefiorino, nel modenese, dove le bande partigiane tengono già in scacco i nazifascisti. Ma colui che arriva a Montefiorino non si chiama più Corrado Masetti: si chiama Bolero.
Ho ricevuto ieri "La messa dell'uomo disarmato" di Luisito Bianchi, edito da Sironi. E' il romanzo autobiografico di un sacerdote, prima partigiano e poi operaio. La stessa opera ha una storia avventuroa: ha circolato per anni per "passamano" in edizione autoprodotta, e ha trovato solo oggi una pubblicazione per i canali commerciali. Non vedo l'ora di iniziare a leggerlo.